By this space you can see some frames of my life, maybe couthing something about my past, for sure about my present and I hope something about my future. "Live My life, live an Experience"...if you are or was or will be part of my life(or wasn't and are part), please leave a messagge wherever you want, wherever you are!!!

Tuesday, November 29, 2005

Bad experience...or life experience?




Munch, “il grido” . . 19 Maggio 2004 - 19 Maggio 2005: un anno dopo!!! (da "La Repubblica: versione non corretta) È già passato un anno da quella terribile sera in cui una vita si stava quasi per spezzare…una sera di quelle che non si dimenticano così facilmente…una sera in cui i sogni di un 25enne stanno per svanire…una sera come tante altre a Napoli…una sera in cui all’ospedale finisce un altro ragazzo con ben otto ferite da arma da taglio sparse un po’ per tutto il corpo. Quel ragazzo sono io. Una sera in cui inevitabilmente la mia vita in effetti è cambiata, nel bene e nel male. Si nel bene perché c’è sempre qualcosa di positivo dietro una disgrazia anche se di disgrazia ha ben poco. Il mio carattere si è rafforzato, sono ormai pronto a qualsiasi cosa mi possa capitare nella vita. Sono e sto continuando a cambiare soprattutto nei confronti di una delle cose per me più care oltre la famiglia e gli amici, la mia Napoli. Sono giunto ad una rottura che mi lacera dentro ogni volta che sento e vedo cose squallide che succedono qui. L’estate scorsa sono stato in un paese del Sud America, lato oceano pacifico, dove nonostante si trattasse di terzo mondo, ho visto la civiltà e l’educazione. Anche li ci sono crimini ed anche molto più efferati di quelli a cui ormai siamo “abituati” ma hanno uno sfondo di disperazione e di reale sopravvivenza. A Napoli invece è goliardia pura. Prima del fattaccio, ho sempre lottato per difendere la mia amata città anche davanti alle evidenze, perché Napoli è una città che va capita e vissuta…appunto vissuta. Ora non riesco più a proteggerla, ora non l’attacco ma preferisco scappare e questo è il lato negativo di cui parlavo sopra. Sempre in quel lontano paese in Sud America nella pagina ”Altre dal Mondo”di un quotidiano locale, tra la guerra in Iraq, quella in Cecenia ed altre disgrazie mondiali c’erano 2 trafiletti, il primo: Italia, al via il nuovo reality show sul calcio. L’altro: Napoli, vietata la vendita di coltelli per eccesso di violenza. Il primo non lo commento, ormai siamo il paese delle barzellette. Grazie a chi di dovere. Mentre nel secondo caso provate per un istante e mettetevi nei miei panni e pensate cosa avreste fatto nel momento in cui i vostri amici vi chiedessero spiegazioni sull’articolo e su Napoli…mi sono sentito male per 2 giorni ed ho avvertito per la prima volta nella mia vita di essermi vergognato della mia città. Una sensazione che non auguro a nessuno…perché non è facile difendere la propria città portando addosso i segni del degrado della stessa e poi soffrire per non averla difesa. Un anno fa La Repubblica riportava la mia notizia con un nome finto, Marco, perché purtroppo non solo in questa società devi subire ma non sei nemmeno libero di denunciare e dichiararti perché fondamentalmente non siamo poi tanto liberi. Siamo nell’era della libertà di comunicazione, di espressione, di circolazione di persone e beni e chi più ne ha più ne metta…ma che libertà rappresentano… ci possiamo ritenere davvero liberi? Siamo in balia di individui il cui unico scopo è ledere diritti e corpi altrui. Il nuovo passatempo a Napoli è il “personaball”, “un turista per nemico” e chi prende l’occhio ha un giro in omaggio…scene da parco giochi horror proiettate però al centro storico di Napoli dove l’inverosimile può diventare realtà. Brutte figure ne continuato a fare anche davanti ad amici provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo che mi lasciavano sempre con un amaro in bocca e con due interrogativi: ma dove stiamo andando a finire e soprattutto cosa si può fare. Mi chiedo sempre se davvero ci vuole cosi tanto impegno da parte delle istituzioni per cambiare le cose. A volte guardando in giro ed essendo positivo penso che per mettere apposto questa città basterebbe un po’ di voglia di cambiamento in più, idee giovani, tanta voglia di lavorarci e soprattutto più protezione per i comuni cittadini che sono davvero in balia del terrore ad ogni passo fatto per strada. Altre volte invece, pensando in negativo penso ad una bella bomba atomica. Provate, chi non lo avesse mai fatto, a salire sull’R2 per qualche giorno consecutivo e potrete notare sempre le stesse 4 o 5 persone che cercano di fregare i portafogli…io li conosco così come tutti gli altri passeggeri abituali…ma credetemi nessuno ha le palle di buttarli giù dal finestrino e puntualmente ogni giorno qualcuno si trova qualcosa in meno addosso. E la polizia? E le leggi serie? E il coraggio? Non esistono!!!! Continuo pensando e se fossi sindaco o altro personaggio del mondo delle decisioni che contano? A tutt’oggi non riesco a dimenticare,ciò che un anno fa mi è stato fatto…non riesco anche perché alcune ferite continuano a farmi male, anche perché ogni giorno succede qualcosa che mi fa ritornare in mente quanto sia invivibile questa città ma allo stesso tempo quando sia la città più bella e con il più alto potenziale di sviluppo. In effetti qualcosa è stato fatto per la nostra sicurezza, il poliziotto di quartiere, o no!!! Arrivo alla fine di questa lettere dicendo a tutti voi napoletani che amate davvero questa città…non accettiamo i soprusi…riprendiamoci la nostra Napoli!!! E poi alcuni ringraziamenti doverosi a tutti coloro a cui ho fatto prendere un colpo, famiglia, parenti e tutti gli amici soprattutto coloro che quella sera erano li con me…e poi un augurio a coloro che sanno e non hanno mai detto nulla su chi fossero quegli individui che mi hanno colpito…spero che mai vi troviate direttamente o indirettamente nella mia stessa situazione, siete stati inqualificabili…anzi un termine esiste…siete stai delle Fogne…a buon intendor poche parole.Luigi

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